LE LEGGENDE

Intorno ad ogni ambiente storico, anche riguardo alle Basiliche Paleocristiane di Cimitile, sono nate, nel corso del tempo, delle leggende.


La Fornace di San Gennaro.

Secondo delle credenze, San Gennaro, avrebbe subito un martirio, essendo calato in una fornace, posta qui a Cimitile, dalla quale sarebbe uscito salvo. La fornace di San Gennaro, fu ritrovata nel 1644, per opera di Andrea Ferraro, oggi è riconosciuta in un lato dell’ex basilica orientale. In quella stessa fornace, secondo alcuni, avrebbero subito il martirio, numerosi cristiani.


Le Tre Sante.

Altre notizie ancora da accertare, riguardano la leggenda delle “Tre Sante”, Archelaide, Tecla e Susanna, nota a noi grazie a copie di manoscritti redatte tra il XVI e XVII secolo. Il racconto riferisce che le Tre Sante, per sfuggire alla persecuzione degli imperatori Diocleziano e Massimiano, si rifugiarono in una cava qui a Cimitile, ricordata come “carcere” e situata sotto il Campanile, della Basilica di San Felice.


Il Sangue dei Martiri.

La leggenda più conosciuta ancora oggi, è quella relativa al sangue dei Martiri. Si narra che una donna introdusse una corona in un pozzo situato nel Santuario e quando la ritirò, venne su piena di sangue. Questa gocciolando creò dei solchi in una pietra di marmo, tuttora presente. Questo marmo è inglobato in una struttura muraria che si addossa alla parete meridionale della Basilica dei Santi Martiri.


Ara Veritatis.

Un’altra importante leggenda, interessa la tomba di San Felice, che avrebbe il potere di smascherare i bugiardi. Questa informazione è molto antica e a riportarla, è stato Sant’Agostino, in uno dei suoi scritti.


Cunicolo sotterraneo.

Secondo un’antica leggenda, tramandata dai nostri avi, doveva esistere un cunicolo sotterraneo, che collegava la Basilica di San Felice a Cimitile (prima cattedrale della diocesi di Nola), con l’interno dell’attuale Cattedrale, nel centro di Nola. Incamminati nel cunicolo, la leggenda narra, che le persone munite di torce, per illuminare l’oscuro percorso, a metà strada, queste si spegnevano, così non potendo più proseguire, erano costrette a tornare indietro, e la causa di questo spegnimento era l’alito dei Santi Felice e Paolino, che non volevano che questo collegamento, potesse essere attraversato da tutti. Dagli scavi effettuati, non c’è traccia di questa galleria.