La tradizione attribuisce ai Cimitilesi la denominazione di “Scarpisa Santi” (in italiano: Calpesta Santi) perché l’antico nucleo della cittadina di Cimitile era il luogo di sepoltura, fuori dalle mura della Città di Nola, ove giacevano i corpi dei primi martiri delle persecuzioni cristiane e degli abitanti della città. Cimitile deriva da “coemeterium” - cimitero.
Nel III secolo, la tomba di un Santo Prete, Martire per la fede, Felice, diventa meta di pellegrinaggi, per le sue proprietà taumaturgiche, paragonata all’attuale San Giovanni Rotondo. 
Nel 378 fu assegnato alla provincia senatoriale della Campania, il governatore Ponzio Anicio Meropio Paolino, il quale si stabilì a Nola, dove nacque la sua devozione al Santo taumaturgo, Felice, rimanendo innamorato della fede dei numerosi pellegrini, che accorrevano da ogni parte, per pregare sulla tomba di questo Santo: iniziò qui, la sua vocazione alla fede cristiana.
Nel 394, nel giorno di Natale, a Barcellona, Paolino fu acclamato dal popolo sacerdote, decidendo così di farsi ordinare presbitero, secondo la massima: “voce di popolo, voce di Dio”. Decidendo di stabilirsi definitivamente a Nola e precisamente vicino alla tomba del suo Santo Felice prete, fondò un cenobio uno maschile e l’altro femminile, che si contraddistinsero per l'intensa vita di preghiera e per l'assistenza ai poveri, anticipando di qualche secolo San Benedetto per l’istituzione della vita monastica. Si ammalò gravemente e guarì solo dopo lungo tempo (secondo la leggenda agiografica la guarigione fu dovuta a un miracolo, opera di san Felice). In seguito innalzò una basilica in onore a San Felice al posto del precedente santuario, assai più modesto, facendo costruire l’altare rivolto verso la tomba del Santo (volendo anticipo di 1500 anni il Concilio Vaticano II perché dall’altare non dava le spalle al popolo) e attorno ad essa edificò una serie di chiostri ricchi di colonnati e fontane per accogliere le migliaia di pellegrini che ogni anno si recavano presso l'ara di San Felice.
Nel 410 morì il Vescovo Di Nola, Paolo, il popolo dei fedeli, con situazione analoga a quella di Barcellona, invocò: «Paolino Vescovo!», ed egli accettò la carica come in precedenza.
San Paolino, grande innovatore, descrive tutto il suo lavoro negli intensi rapporti epistolari, che detiene con Sant'Ambrogio, San Girolamo e Sant'Agostino. Scrisse, inoltre, "i Carmina", che restano una delle più alte testimonianze della poesia cristiana dei primi secoli, ne compose uno ogni anno, per il 14 gennaio, giorno della nascita al cielo di San Felice.
Paolino si rivelò un vero padre, preoccupato del bene spirituale e materiale di tutti. Morì a 76 anni, nel 431, un anno dopo l'amico S. Agostino.
Nei secoli il santuario ha avuto differenti destini, tutt'ora visibili in un percorso emozionale attraverso il tempo, che la Pro Loco di Cimitile ripropone aiu suoi visitatori o pellegrini.
Vi invitiamo ad immergervi in duemila anni di storia con visite guidate su prenotazione.
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N.B.: la visita va prenotata almeno 48 ore prima della data prescelta:
- è possibile prenotare pranzi con menù turistici a 15 €uro;
- per gruppi parrocchiali o associativi è possibile prenotare la celebrazione della Santa Messa sulla Tomba dei Santi Felice e Paolino.
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